Ciao, facciamo due passi?

Con te accanto, ogni traguardo diventa più leggero, perché è nel cammino condiviso che Lettere a Stroit trova la forza per continuare a crescere. È lì, tra parole che si incontrano e passi che si accordano, che nasce il senso più profondo di questo progetto. Insieme, verso un futuro sostenibile.

Sparanise, 17 luglio 2025


La leggerezza non è superficialità,
ma planare sulle cose dall'alto,
senza macigni sul cuore.

Italo Calvino


Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile

La parola obiettivo viene dal latino obiectivus, che deriva da obicĕre: “porre davanti”, “mettere dinanzi allo sguardo”.

Nella sua origine, dunque, un obiettivo non è un traguardo da raggiungere a tutti i costi, né un risultato da esibire.
È, prima di tutto, una direzione.
Qualcosa che si colloca davanti a noi per orientarci, per indicarci dove guardare, per aiutarci a scegliere il passo.

Anche gli obiettivi, in questo senso, non misurano.
Non giudicano.
Non pretendono.
Semplicemente, indicano.

Ed è in questo senso profondo che vanno letti gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.

Gli SDGs (Sustainable Development Goals) sono diciassette direzioni comuni che le Nazioni Unite hanno definito per provare a costruire, entro il 2030, un mondo più giusto, più umano e più attento alle persone e al pianeta.

Non sono leggi, né obblighi.
Sono orientamenti condivisi.

Parlano di salute, istruzione, lavoro, innovazione, tutela dell’ambiente, riduzione delle disuguaglianze, qualità della vita. In altre parole, raccontano un’idea di sviluppo che prova a tenere insieme crescita e responsabilità, progresso e cura, presente e futuro.

Gli SDGs nascono dal bisogno collettivo di dare una direzione consapevole al cambiamento, di rendere lo sviluppo compatibile con la dignità delle persone e con i limiti della terra, di costruire un equilibrio possibile tra ciò che siamo e ciò che desideriamo diventare.

Per Lettere a Stroit, questi obiettivi rappresentano una bussola silenziosa: un riferimento discreto che orienta le scelte quotidiane, i gesti piccoli, le decisioni lente, nella ricerca costante di un modo più umano di stare al mondo.

Passi leggeri parte da questo stesso sguardo: dal desiderio di trovare un modo semplice, concreto e simbolico di prendere parte a questo movimento di cura e progresso per proteggere, compensare e restituire benessere al pianeta e alle persone che lo abitano.

Lettere a Stroit nasce da un gesto profondamente umano: scrivere e rispondere, ascoltare e accogliere.

Ma nasce anche da un senso di responsabilità verso tutto ciò che ci circonda. Per questo, anche se si tratta di un progetto personale e di piccola scala, ho scelto di allinearmi a un movimento così ampio e significativo come quello promosso dalle Nazioni Unite. Perché anche scrivendo si può avere cura. Anche scegliendo le parole, i tempi, i modi, si può contribuire a un’idea più giusta di mondo.

So bene che le mie azioni non possono spostare grandi equilibri.
Ma credo che ogni gesto, se compiuto con consapevolezza e sincerità, possa comunque lasciare un segno buono.

Per il momento non posso contribuire con molto, ma posso fare la mia parte.

Il progetto riesce ad intrecciarsi con differenti Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

Lettere a Stroit contribuisce agli obiettivi attraverso pratiche quotidiane, lente e coerenti, che mettono al centro la persona, la relazione e la responsabilità. Mostrando come cultura, ascolto e scrittura possano diventare strumenti concreti di sviluppo sostenibile, sociale e umano.

Sono piccoli gesti, lo so. Ma i piccoli gesti non sono mai inutili. Sono spesso quelli che ci ricordano il valore delle cose semplici, e il peso gentile della responsabilità che abbiamo verso ciò che condividiamo. Come le parole che scegliamo di scrivere, anche le azioni che scegliamo di compiere raccontano qualcosa di noi.

Passi leggeri è un cammino che evolve. Queste sono le prime tracce. Ma lo sguardo resta aperto: l’intento, nel tempo, è quello di sviluppare nuove azioni che permettano di compensare in modo sempre più completo l’impatto delle attività del progetto. Perché ogni parola che viaggia possa farlo con il passo più leggero possibile. In equilibrio tra la cura per le persone e l’attenzione per il mondo che abitiamo.

Un passo alla volta.
Con cura,



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