C’è un momento, mentre si sfogliano le pagine, in cui si avverte un cambiamento d’aria.
Non è rumore.
Non è chiusura.
È come quando il sole scende piano e la luce diventa più morbida: capisci che il giorno sta finendo, ma non senti tristezza. Senti compimento.
Pagina dopo pagina hai attraversato parole, idee, immagini, modi di guardare il mondo.
Hai conosciuto il progetto.
Le sue intenzioni.
La mia prospettiva.
Il mio orientamento.
Ciò che penso della formazione e del cammino che ci costruisce nel tempo.
Hai letto la storia che mi ha portato prima in università, poi altrove, poi dentro Lettere a Stroit.
E mentre scrivevo tutto questo, non cercavo di convincerti.
Cercavo di mostrarmi.
Spero di averti lasciato un’impressione autentica.
Non perfetta.
Autentica.
Ma queste parole non nascono per condurti a un’ultima pagina.
Nascono per dirti che la pagina adesso può essere tua.
Perché se io ho avuto uno spazio per raccontare, è giusto che esista uno spazio anche per te che eserciti e vivi la professione ogni giorno. Tu che ascolti, accompagni, sostieni. Tu che conosci il peso delle parole e la delicatezza del silenzio.
Per questo ho scelto di aprire un calendario dedicato agli psicologi che desiderano conoscermi meglio.
Per parlare del progetto.
Per confrontarci.
Per un colloquio conoscitivo.
O per un incoraggiamento.
Ma soprattutto per permetterti di correggermi.
Di insegnarmi qualcosa.
Di farmi notare un errore, una sfumatura, una parola fuori posto.
Credo profondamente che il dialogo non indebolisca. Rafforzi.
Che ascoltare non significhi arretrare, ma maturare.
Che aprirsi non sia un rischio, ma una forma di responsabilità.
Sono fatto per rimanere disponibile all’ascolto.
Anche quando si tratta di psicologi.
Anche quando si tratta di te.
Se qualcosa ti ha acceso, inquietato, incuriosito - parliamone.
Insieme possiamo crescere di più.
Con calma.
Con cura.
Con quella serietà gentile che la psicologia ci offre.
A presto,