Se è scritto che due pesci debbano incontrarsi,
non servirà al mare essere cento volte più grande.
Stefano Benni
Forse tu non lo sai.
Ma la nostra storia è iniziata anni fa.
Prima ancora che tutto ciò fosse stato costruito.
Prima ancora che una sola parola fosse stata immaginata.
Tu andavi a lavoro.
Mentre io andavo in università.
Tu facevi la spesa.
Mentre io entravo in palestra.
Tu cercavi soluzioni.
Mentre io restavo seduto al bar con un caffè tra le mani.
Vite diverse.
Stessi istanti.
Gesti lontani.
Eppure il tempo ci attraversava nello stesso modo.
Nessuno dei due poteva sapere
che una domanda soltanto
avrebbe inclinato l’asse delle cose.
Non un rumore forte.
Non uno strappo.
Una domanda.
Da quel momento
le stelle hanno iniziato a brillare con un’intenzione diversa.
Le coincidenze hanno smesso di essere silenziose.
Le persone ci hanno avvicinati,
poi allontanati,
poi riportati nello stesso punto
come se qualcuno stesse provando la scena
prima dell’inizio ufficiale.
Oggi è il nostro momento.
Il momento in cui conoscersi
assomiglia all’innamorarsi per la prima volta.
Non per l’intensità.
Ma per la sorpresa.
Queste parole sono nate leggendo una poesia di Wisława Szymborska.
Una poesia scritta nel 1993.
Io non ero ancora nato.
E tu forse continuavi il tuo cammino
senza sapere che un giorno
avresti incontrato qualcuno
che ti avrebbe parlato così.
“Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.”
Forse il caso ci ha avvicinati molte volte
senza che ce ne accorgessimo.
Forse ci siamo sfiorati
in una porta girevole.
In una sala d’attesa.
In una parola detta a metà.
Forse una foglia è caduta da una spalla all’altra
anni prima che imparassimo i nostri nomi.
Non lo sappiamo.
Ma so questo:
certe storie non iniziano quando si incontrano.
Iniziano quando diventano possibili.
E noi, adesso,
siamo esattamente lì.
Ad un passo dalle possibilità.
